MAPPA ha costruito attorno a Chainsaw Man un immaginario che ha catturato milioni di spettatori, consolidando la fama di Tatsuki Fujimoto come uno dei mangaka più influenti della sua generazione. Parallelamente, la serie è diventata terreno di discussione per l’uso dell’IA nella produzione sonora, un tema chiarito di recente dal compositore Kensuke Ushio.
Nonostante il sound design venga spesso percepito come elemento secondario, il lavoro di Ushio ha iniziato a ricevere attenzione solo dopo la celebre scena della piscina nel film dedicato all’arco di Reze. Da quel momento l’interesse verso la sua ricerca sonora è cresciuto, e in una lunga intervista con Anime News Network l’artista ha raccontato come ha costruito l’identità acustica di Chainsaw Man.
Il concetto chiave era il caos, e per restituirlo nelle sequenze in cui Denji si trasforma nel diavolo motosega servivano suoni sporchi, aggressivi, contaminati. Ushio ha spiegato che solo in quelle circostanze ha scelto di integrare il rumore della motosega tramite strumenti di intelligenza artificiale, una decisione che ha generato dibattito ma che lui definisce parte di un uso “attento e sano” delle tecnologie disponibili.
Il compositore ha ribadito più volte che l’IA è stata impiegata esclusivamente per quel singolo elemento, mentre tutte le altre tracce della colonna sonora sono state realizzate con metodi tradizionali. Un chiarimento che mira a distinguere la sua visione artistica dall’idea di una produzione automatizzata, sottolineando come l’IA sia stata solo un mezzo per raggiungere un preciso obiettivo creativo.





Lascia un commento