L’attesa per Dragon Ball Daima in italiano è ormai agli sgoccioli: il debutto su Italia 2 è imminente e l’anteprima su Mediaset Infinity ha già permesso ai fan di ascoltare il nuovo cast. Ma la domanda che continua a circolare è una: perché molte voci storiche non sono tornate?

Il nodo nasce dal documento proposto da Toei Animation, un NDA che, secondo quanto raccontato da Gianluca Iacono e Claudio Moneta, conteneva clausole particolarmente restrittive. Tra queste, l’obbligo di non partecipare a eventi pubblici, anche non collegati al franchise. Una richiesta che i due doppiatori definiscono pesante e potenzialmente dannosa per chi lavora nel settore.

Cercando chiarimenti e non ricevendo risposte, Iacono, Moneta e altri storici interpreti di Dragon Ball hanno scelto di non firmare il documento. La conseguenza è stata la sostituzione di molte voci iconiche, decisione che ha acceso un forte dibattito tra i fan e gli addetti ai lavori.

Nel video diffuso sui social, i due doppiatori sottolineano come un NDA simile possa rappresentare un precedente pericoloso per la categoria, limitando la libertà professionale e la possibilità di partecipare a fiere e manifestazioni. Per questo hanno rivolto una richiesta diretta alla Toei: fornire una comunicazione chiara che spieghi la situazione anche al pubblico.

Il caso rimane aperto, e il debutto italiano di Daima arriva accompagnato da una discussione che va oltre la serie, toccando il tema più ampio dei diritti dei doppiatori.

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