Prima che The Big Bang Theory diventasse un colosso culturale, con serie come “George and Mandy’s First Marriage” e “Stuart Fails to Save the Universe” oggi sulla cresta dell’onda, il suo debutto fu incerto: la prima stagione ottenne solo un 59% su Rotten Tomatoes. Eppure CBS decise di puntare sui creatori Bill Prady e Chuck Lorre, già autori di sitcom di successo come Dharma & Greg e Two and a Half Men.

Convinta dal potenziale del progetto, CBS chiese un nuovo episodio. Restarono Johnny Galecki e Jim Parsons, mentre comparvero Penny, Howard e Raj. Il primo pilota, reperibile online, mostrava già la dinamica nerd che avrebbe definito la serie, ma con differenze radicali.

La versione originale di Sheldon non aveva alcuna codifica asessuale: parlava apertamente di sesso, veniva preso in giro da Leonard per una rivista trovata alla banca del seme e aveva avuto un rapporto a un convention di Star Trek. Un tratto lontanissimo dal personaggio che il pubblico avrebbe poi conosciuto.

La controparte iniziale di Penny era Katie, una ragazza cinica e pungente, trovata da Leonard e Sheldon seduta sul marciapiede dopo una rottura. Era diretta, spesso scortese, e il pubblico non la gradì. Eppure la sua ironia tagliente oggi funzionerebbe alla perfezione.

Nel pilota compariva anche Gilda, collega di Leonard, gelosa e scientificamente metodica nel corteggiarlo. Condivideva tratti con Amy Farrah Fowler e, come rivelato, aveva avuto un incontro sessuale con Sheldon. Una dinamica che anticipava futuri equilibri del gruppo.

L’episodio si chiudeva in un club, con Leonard, Sheldon e Gilda che ballavano in modo goffo attirando l’attenzione generale. Un momento che già racchiudeva l’essenza della serie: celebrare la nerditudine, le amicizie imperfette e il fascino di un mondo fatto di equazioni, fumetti e convention.

Pur scartato, il primo pilota conteneva le fondamenta della chimica tra Leonard e Sheldon e il nucleo di quella comunità nerd che avrebbe conquistato milioni di spettatori.

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