La fine di Stranger Things il 31 dicembre 2025 ha lasciato un vuoto che otto mesi dopo viene riempito solo da un cartoon. Tales From ’85, in arrivo il 17 settembre, parte da un’eredità complicata: 63% su Rotten Tomatoes, cast vocale completamente ricastato, e una storia incastrata tra la seconda e la terza stagione. Tutti elementi che sembrano limitarla, ma il trailer del 25 agosto suggerisce un cambio di direzione sorprendente.

Per anni si è ripetuto che Eleven fosse “troppo potente”, ma la serie ha dimostrato il contrario: in Season 3 perde i poteri, in Season 4 fallisce e il colpo decisivo lo dà Joyce. Il punto è che il marketing ha continuato a venderla come l’arma finale, creando una frattura tra ciò che la serie mostrava e ciò che sembrava promettere. Un equivoco che il finale non ha mai chiarito.

Il trailer di Tales From ’85 introduce fiori blu che invadono Hawkins e creature chiamate hate sprites, forse parte di un’unica entità vegetale. In mezzo a tutto questo, un dettaglio: Eleven usa i suoi poteri su un essere che non reagisce. Non è una conferma ufficiale, ma è un indizio forte. E soprattutto è un’idea che la serie principale ha evitato per nove anni.

L’assenza del cast originale elimina il peso delle star. L’animazione di Flying Bark permette minacce senza corpo, difficili da realizzare in live‑action. Il vincolo del 1985 diventa libertà narrativa: una storia chiusa tra due stagioni può permettersi fallimenti che non alterano la timeline. E con Robert Englund nel cast, il tono punta chiaramente verso un orrore meno “punchabile”.

La prima stagione ha diviso la critica, e otto episodi sono pochi per introdurre e risolvere un nuovo tipo di minaccia. Inoltre pesa ancora l’ammissione di Matt Duffer: “siamo entrati nel finale senza una sceneggiatura completa”. Ma il punto è un altro. Dopo anni di promesse non mantenute, il franchise riparte mostrando una minaccia su cui i poteri di Eleven sembrano scivolare. È la correzione che mancava. Il 17 settembre scopriremo se regge.

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