Zack Snyder è tornato al centro della scena con una nuova intervista a Variety, in cui il regista affronta senza filtri il periodo più oscuro della sua carriera e della sua vita. Per la prima volta mette da parte il tono diplomatico e ripercorre il momento in cui il suo rapporto con il DC Universe è crollato.
Il cineasta racconta come la tragedia familiare legata alla perdita di Autumn abbia coinciso con un clima professionale sempre più ostile. Le circostanze, dice, erano “così particolari” e lo hanno travolto come un’ombra. In quel frangente, mentre lui si allontanava dal set, la Warner procedeva con nuove riprese affidate a Joss Whedon, senza un reale confronto con lui.
Snyder ricorda il momento in cui chiese aggiornamenti sul film e gli fu risposto che “tutto andava bene”. Solo più tardi scoprì che la sceneggiatura era stata riscritta per circa 60 pagine. Debbie Snyder vide la versione finale e gli disse: “Non devi mai vedere quel film”. Il regista conferma di non averlo mai guardato, né di sapere com’è realmente.
Secondo Snyder, la DC aveva iniziato a pretendere un controllo sempre più invasivo sulla produzione, allontanandolo dalla sua visione originale. Una strategia che, col tempo, si è rivelata fallimentare. Il regista racconta anche un incontro con un ex dirigente della Warner Bros., che gli avrebbe confessato: “Avevi ragione su tutto”. Un’ammissione tardiva, ma significativa.
Sul nuovo corso del franchise, ora guidato da James Gunn e Peter Safran, Snyder mantiene un profilo basso. Non ha ancora visto i nuovi film, troppo legato emotivamente alla sua esperienza passata. Tuttavia, non manca di riconoscere la visione di Gunn, dichiarando di apprezzarla pur restando distante dal progetto.





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