In un futuro ormai al collasso, l’umanità trova rifugio nel sottosuolo. È qui che nasce “2048”, il nuovo progetto sci‑fi con protagonista Anthony Hopkins, diretto da Timothy Woodward Jr.. I due tornano a collaborare dopo “Eyes in the Trees”, ancora in post‑produzione, preparando un ritorno sul set che promette tensione e atmosfere cupe.
La società sotterranea è il cuore del racconto: un mondo costruito per sopravvivere alle condizioni estreme della superficie, governato dal Collettivo, un regime che controlla ogni aspetto della vita umana. In questo contesto emerge Wesley, un lavoratore qualunque che entra in contatto con una rete di resistenza clandestina, iniziando a dubitare delle verità imposte dall’alto.
La presenza di Hopkins domina la scena attraverso Bryant, l’architetto del sistema. Figura di potere, manipolatore e spietato, mantiene l’ordine tramite violenza e intimidazione. L’attore ha definito il personaggio “complesso, intelligente, controllato e inquietante”, sottolineando la natura ambigua di un uomo che incarna la stabilità del regime e la sua crudeltà.
Il casting è ancora in corso a Los Angeles, e al momento Hopkins è l’unico nome confermato. Ma l’impianto narrativo, la tensione politica e la costruzione di un mondo sotterraneo destinato a esplodere rendono “2048” uno dei progetti sci‑fi più attesi della prossima stagione.





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