Per quasi un anno Clair Obscure: Expedition 33 ha dominato classifiche e premi. Solo ora, però, Charlie Cox, voce e volto di Gustave, ha trovato il tempo di provarlo davvero. L’attore ha finalmente messo le mani sul pluripremiato JRPG, scoprendo sulla propria pelle quanto possa essere impegnativo.
Alla vigilia dei BAFTA Games Awards 2026, Cox ha raccontato a GamesRadar+ la sua esperienza. Ha ammesso di aver giocato “un po’”, senza arrivare ai titoli di coda. La ragione è semplice: la difficoltà. Secondo lui, “ci sono giocatori che l’hanno platinato in oltre 50 ore, a volte 100”, mentre lui ha esplorato solo l’inizio e “neanche chissà quanto bene”. Con autoironia, aggiunge: “Non sono bravissimo, ma almeno ci ho provato”.
Il rapporto di Cox con i videogiochi non nasce oggi. I suoi ricordi tornano a FIFA 98, Mario Kart e GoldenEye 007, titoli che definisce “giochi divertenti ma senza storie profonde”. Un contrasto netto con Expedition 33, che descrive come un’esperienza “simile a un film interattivo”, dove ogni dettaglio si svela gradualmente e nulla viene spiegato subito.
E quando parla del suo lavoro su Gustave, l’attore sottolinea un aspetto curioso: non si è mai sentito “sé stesso” durante il doppiaggio. Per Cox, il personaggio ha sempre avuto una propria identità, separata e definita, un’entità che lui ha semplicemente aiutato a prendere vita.





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