L’arrivo del Broly “reinventato” nel film del 2018 ha trasformato il Super Saiyan leggendario da mito parallelo a elemento pienamente canonico. La sua presenza costante nelle ultime saghe del manga e nel più recente lungometraggio ha mostrato un personaggio finalmente capace di controllo e di una nuova consapevolezza del proprio potere, tanto da alimentare le teorie su un possibile futuro ruolo da Dio della Distruzione.

L’idea stessa degli Dèi della Distruzione nasce con l’introduzione di Beerus in “Dragon Ball Z: La Battaglia degli Dèi”, punto di svolta che ha permesso a Toriyama e Toyotaro di costruire l’intero impianto del multiverso. Finora questo concetto è stato sfruttato soprattutto nelle saghe dell’Universo 6 e nel Torneo del Potere, dove sono stati accennati i criteri di selezione dei nuovi distruttori, lasciando però ampi margini narrativi ancora inesplorati.

In questo contesto molti fan guardano a Vegeta come candidato naturale, complice la sua vicinanza a Beerus e l’allenamento ricevuto. Tuttavia, il suo carattere impulsivo e il ruolo di co-protagonista renderebbero questa scelta complessa e potenzialmente limitante. Al contrario, Broly — impegnato in un percorso di disciplina emotiva e reduce dal confronto con Gohan Beast — sembra incarnare una possibilità più equilibrata, soprattutto se riuscirà a dominare le sue forme più devastanti.

Una simile evoluzione darebbe finalmente a Broly un arco narrativo autonomo, distinto da quello dei protagonisti, trasformandolo in un alleato formidabile e in una figura chiave per la stabilità dell’universo. Un ruolo che, senza sovrapporsi a Goku e Vegeta, ne valorizzerebbe la presenza e amplierebbe le prospettive future della serie.

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