La decisione del Ministero della Cultura ha escluso dal finanziamento pubblico il film dedicato a Giulio Regeni, nonostante i 14 milioni di euro destinati alle opere ritenute di valore artistico e identitario. Nessuna parte di questa somma sarà destinata a “Tutto il male del mondo”, come anticipato da Repubblica.
Il docufilm, già uscito nelle sale e premiato con il Nastro della legalità, ricostruisce la vicenda del ricercatore friulano torturato e ucciso al Cairo nel 2016. Eppure non è stato considerato meritevole di rientrare tra i progetti di “interesse artistico e culturale” o legati all’“identità nazionale italiana”. Una scelta che ha sollevato interrogativi, soprattutto alla luce del sostegno concesso ad altre produzioni come il documentario su Anema e Core, storico locale di Capri.
Il produttore Domenico Procacci ha espresso forte disappunto, sostenendo che la bocciatura non possa essere interpretata come una valutazione estetica. Secondo lui, la storia di Regeni dovrebbe toccare “tutti quelli che hanno un minimo di umanità”, perché riguarda la ricerca di verità e giustizia. Procacci sottolinea che, se si trattasse di un errore di valutazione artistica, sarebbe comprensibile; ma qui, afferma, “bocciarlo è una scelta soltanto politica”.
Nonostante l’assenza di fondi pubblici, il film continua a circolare: sarà proiettato in 76 università italiane e il 5 maggio approderà al Parlamento europeo. Inoltre, è prevista la sua diffusione sia su Sky sia sulla Rai, confermando che l’interesse del pubblico e delle istituzioni accademiche resta alto, anche senza il sostegno del Ministero.





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