La morte di Yoshiharu Tsuge, avvenuta il 3 marzo a 88 anni, chiude la parabola di uno dei padri del gekiga, la corrente che negli anni Sessanta trasformò il manga in un linguaggio adulto. Autore di opere come “Nejishiki” e L’uomo senza talento, Tsuge è oggi considerato una figura di culto.
Fin dagli esordi, nel 1954, il giovane Tsuge mostrò un talento inquieto: i suoi primi drammi storici, ancora segnati dall’influenza di Osamu Tezuka, lasciavano intravedere un’attrazione per atmosfere più cupe e realistiche. La scelta di abbandonare un lavoro stabile per dedicarsi al fumetto lo spinse verso narrazioni più ambiziose.
Negli anni delle librerie a prestito, tra la fine dei Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, Tsuge attraversò generi diversi — dal sentimentale all’azione — fino a trovare nel noir e nel crime la sua voce più autentica. L’incontro con il gekiga, alimentato anche dal fratello Tadao e dall’influenza di Yoshihiro Tatsumi, introdusse antieroi, ambientazioni concrete e un nichilismo che divenne cifra distintiva.
Parallelamente maturò una ricerca più intima: le letture di Osamu Dazai lo avvicinarono al romanzo dell’io, aprendo la strada a un fumetto autobiografico e introspettivo. Le collaborazioni con riviste come Meirō gli permisero di affinare thriller psicologici e racconti segnati da un realismo quotidiano sempre più personale.
La crisi del sistema delle librerie a prestito, unita a problemi economici e familiari, lo travolse all’inizio degli anni Sessanta. Sfratto, solitudine e un tentativo di suicidio sembrarono replicare il destino dei suoi personaggi. A sostenerlo furono figure chiave del gekiga, come Tatsumi e Sanpei Shirato, che lo riportarono alla creazione.
Dal 1965, grazie alla rivista Garo, iniziò la sua stagione più feconda, culminata poi nell’abbandono del fumetto nel 1987 per ragioni psicologiche. Negli ultimi decenni Tsuge è stato riscoperto come maestro del manga d’autore: nel 2024 il suo Desiderio sotto la pioggia è diventato un film di Shinzo Katayama.
In Italia, la casa editrice Canicola ha pubblicato L’uomo senza talento (Gran Guinigi 2017) e raccolte come Il giovane Yoshio, La stanza silenziosa e Il libro dei sogni. Oblomov Edizioni ha invece portato in libreria Nejishiki, Fiori rossi e Destino, confermando l’eredità di un autore unico.





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