La recente polemica sui rincari dell’ecosistema PlayStation non accenna a spegnersi. Dopo gli aumenti che hanno coinvolto PS5, PS5 Portal e PS5 Pro, la community si interroga sulle cause reali di questa strategia. A intervenire è stato KeplerL2, insider noto nell’ambiente hardware, che ha offerto una lettura più ampia del fenomeno, invitando a guardare oltre le spiegazioni più immediate.

Secondo l’analisi condivisa su NeoGAF, l’aumento dei prezzi non dipenderebbe solo dal rincaro delle memorie RAM e NAND, ma anche da dinamiche più complesse legate al mercato globale. In particolare, la crescente richiesta di GPU e processori da parte delle aziende attive nell’intelligenza artificiale starebbe influenzando l’intera filiera produttiva. Questo scenario metterebbe sotto pressione anche AMD, impegnata a proteggere i propri margini senza penalizzare la produzione di hardware semi-personalizzato destinato a Sony. Come sottolineato, si tratta di una situazione “molto scomoda”, dove diversi interessi industriali si intrecciano.

Guardando avanti, l’attenzione si sposta inevitabilmente su PS6 e sul suo possibile prezzo di lancio. KeplerL2 ipotizza una console dotata di SSD Gen5 da 1TB e priva di lettore ottico, con un costo di produzione attorno ai 760 dollari. Questo porterebbe a un prezzo finale stimato di circa 699 dollari, anche se resta aperta una questione cruciale: senza una forte concorrenza diretta da parte di Xbox, Sony continuerà a vendere in perdita iniziale o punterà a massimizzare i profitti sin dal day one? La risposta potrebbe ridefinire il futuro del mercato console.

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