La nuova serie Young Sherlock, ideata da Matthew Parkhill e disponibile su Prime Video, porta sullo schermo un giovanissimo Sherlock Holmes, interpretato da Hero Fiennes Tiffin. Lo show racconta le prime avventure del celebre detective, ancora inesperto e alle prese con un misterioso omicidio all’Università di Oxford, quando ha appena diciannove anni.
Molti fan dei film diretti da Guy Ritchie, con protagonista Robert Downey Jr., si sono chiesti se questa serie possa essere considerata un prequel delle pellicole cinematografiche. La domanda è comprensibile, soprattutto perché Ritchie ha partecipato alla serie come produttore esecutivo e ha diretto i primi due episodi, lasciando la sua impronta stilistica nello show.
A fare chiarezza è stato lo stesso Parkhill, intervistato da The Wrap. Il creatore ha spiegato che Young Sherlock è una storia completamente autonoma. “Il personaggio di Hero non diventa quello di Robert Downey Jr. da grande. Volevo creare uno Sherlock che esistesse in un universo proprio e in un mondo differente”, ha dichiarato.
Nonostante ciò, è inevitabile notare alcune somiglianze con i film di Ritchie. La regia e la visione del regista hanno contribuito a dare allo show un tono dinamico e un stile riconoscibile, pur senza alcun legame narrativo diretto con le pellicole. In questo modo, la serie riesce a offrire un Sherlock fresco e originale, pur rendendo omaggio alle atmosfere dei film.
In sintesi, Young Sherlock si presenta come un racconto indipendente, che esplora le origini del detective più famoso della letteratura, con un approccio moderno e visivamente accattivante, mantenendo però un chiaro richiamo all’iconico stile di Guy Ritchie.





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