A 85 anni, Hayao Miyazaki continua a sorprendere. Non con l’ennesimo annuncio di ritiro, ma con una realtà più complessa: quella di un artista ancora attivo, ma segnato da un ritmo inevitabilmente diverso. A raccontarlo è Toshio Suzuki, che descrive un autore pieno di energia, capace però di fermarsi improvvisamente quando la motivazione viene meno.

Secondo Suzuki, la forma fisica del regista è quasi inaspettata. “Pensavo che ormai stesse davvero invecchiando, invece non è affatto così, è incredibilmente energico”. Eppure, questa vitalità non basta sempre a sostenere la continuità creativa: ci sono giorni in cui Miyazaki si blocca, arrivando a dire “non me la sento più di fare film”. È un equilibrio fragile tra desiderio e stanchezza.

A confermare questa contraddizione interviene anche Goro Miyazaki, con una nota quasi ironica: “I risultati delle sue analisi del sangue sono migliori dei miei”. Il corpo, quindi, regge sorprendentemente bene, così come la mente. Ciò che cambia è la capacità di mantenere un ritmo di lavoro costante, cosa comprensibile considerando l’età.

Nel frattempo, Miyazaki non è rimasto fermo. La Panorama Box, presentata in occasione del Ghibli Park, raccoglie una serie di opere tridimensionali nate dopo Il ragazzo e l’airone. L’esposizione sarà visibile dall’8 luglio 2026 nel Grand Warehouse, dimostrando che la sua creatività continua a esprimersi, anche lontano dal grande schermo.

Per anni si è parlato di un addio imminente, ma le dichiarazioni più recenti raccontano altro. Miyazaki resta un autore che vuole ancora creare, pur senza la continuità del passato. Questo rende incerto il futuro delle sue opere: niente produzione regolare, ma la possibilità concreta che un nuovo film possa nascere all’improvviso.

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