Nel panorama videoludico contemporaneo è raro assistere alla gestazione di due titoli così monumentali nello stesso periodo storico. Da una parte c’è Grand Theft Auto VI, il nuovo capitolo della saga di Rockstar atteso oltre tredici anni dopo il suo predecessore e previsto per la fine del 2026 su console di attuale generazione. Dall’altra troviamo The Elder Scrolls VI, progetto di Bethesda ancora avvolto nel mistero ma destinato, secondo molte previsioni, ad arrivare tra il 2028 e il 2029, forse proprio a ridosso della prossima generazione di console.

Questi due titoli condividono soprattutto una caratteristica: tempi di sviluppo lunghissimi e aspettative gigantesche. Il precedente capitolo della serie Rockstar, Grand Theft Auto V, è diventato uno dei videogiochi più venduti della storia, con quasi 200 milioni di copie distribuite attraverso tre generazioni di console. Parallelamente, The Elder Scrolls V: Skyrim ha continuato a vivere negli anni attraverso ristampe, edizioni speciali e aggiornamenti, consolidandosi come uno dei GDR più influenti dell’epoca moderna.

Nonostante l’impatto comparabile, i due progetti appartengono a filosofie creative opposte. GTA rappresenta la classica satira sociale in stile Rockstar, una simulazione criminale ambientata in un mondo fortemente ispirato alla realtà contemporanea e popolato da personaggi che riflettono figure e comportamenti della società reale. La saga di The Elder Scrolls, invece, incarna il fantasy occidentale puro, ambientato nel continente immaginario di Tamriel, dove draghi, magie e giganti costruiscono un universo completamente distante dal mondo reale.

Ci sono però tre elementi chiave che potrebbero rendere questi giochi determinanti per il futuro dell’industria. Il primo è il lunghissimo intervallo tra un capitolo e l’altro, che ha alimentato negli anni hype e aspettative enormi. Il secondo riguarda la loro natura sempre più vicina a una piattaforma videoludica piuttosto che a un singolo prodotto: GTA VI potrebbe generare un ecosistema online duraturo per oltre un decennio, mentre TES VI è destinato a diventare un nuovo punto di riferimento per il modding, come accaduto con Skyrim.

Infine c’è il fattore più importante: l’influenza culturale. In passato titoli come Grand Theft Auto: San Andreas, The Elder Scrolls IV: Oblivion, Skyrim e GTA V hanno definito l’immaginario videoludico di intere generazioni. Se la storia dovesse ripetersi, sarà proprio la nuova generazione di giocatori a crescere sotto l’ombra di GTA VI e The Elder Scrolls VI, due opere destinate a lasciare un segno profondo nel mercato e nella cultura del videogioco.

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