Dopo la conclusione di Modern Family, la rete ABC aveva preso in considerazione l’idea di proseguire la storia con uno spin-off dedicato a Mitchell e Cameron, interpretati da Jesse Tyler Ferguson ed Eric Stonestreet. Il progetto avrebbe seguito la coppia nella loro nuova vita in Missouri, continuando a esplorare la dinamica familiare che aveva conquistato il pubblico per undici stagioni. Tuttavia, nonostante l’interesse iniziale, la serie non è mai arrivata alla fase di produzione.

In una recente intervista, Ferguson ha raccontato che la decisione di non proseguire con lo spin-off è stata influenzata da diversi fattori, tra cui il momento storico successivo alla fine della serie. “Modern Family è finito e poi c’è stata una pandemia”, ha spiegato l’attore, ricordando come quel periodo abbia cambiato molte prospettive personali e professionali. Proprio mentre i produttori valutavano seriamente la possibilità di una nuova serie con lui e Stonestreet, Ferguson stava anche considerando un’importante opportunità a teatro a New York.

L’attore ha ammesso che, dopo tanti anni trascorsi nei panni di Mitchell Pritchett, sentiva il bisogno di esplorare nuovi percorsi. Quando lo spin-off sembrava poter diventare realtà, Ferguson racconta di aver avuto una reazione molto istintiva: “Oh mio Dio, voglio uscire con altre persone”. Con questa frase voleva esprimere il desiderio di cambiare esperienza, mettersi alla prova con progetti diversi e capire cosa significasse non essere più legato a quel personaggio che lo aveva reso celebre.

Dal canto suo, Eric Stonestreet ha spiegato che la decisione finale di non realizzare lo spin-off sarebbe stata presa soprattutto per motivi legati al business. L’attore ha sottolineato quanto fosse forte il legame con il personaggio e con il collega: “Amo il mio personaggio. Amo la serie. Amo Jesse”. Allo stesso tempo ha confessato che lui e Ferguson avevano la sensazione che i personaggi venissero ormai percepiti come “i vecchi”, quasi come se non fosse più ritenuto opportuno continuare la loro storia. Una scelta che, ha ammesso, è stata comunque “un po’ dolorosa”, anche se comprensibile nel contesto delle decisioni dell’industria televisiva.

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