Una fake news clamorosa ha travolto i social nelle ultime ore: la presunta morte di Quentin Tarantino in un fantomatico attacco missilistico iraniano in Israele. La voce, partita su X e rilanciata a raffica, si è rivelata del tutto infondata. Fonti vicine al regista hanno smentito categoricamente: Tarantino è vivo e in ottima salute.

All’origine del caos c’è un account con oltre 150mila follower che ha attribuito la notizia alla testata Deadline, senza che vi fosse alcuna conferma reale. Il post è stato visualizzato e condiviso migliaia di volte, generando confusione e allarme. Poco dopo, un secondo profilo ha diffuso una storia simile riguardante Jerry Seinfeld, sostenendo anche in questo caso un decesso in circostanze analoghe e citando ancora Deadline come presunta fonte. Pure questa notizia si è rivelata totalmente priva di fondamento.

A rendere la vicenda ancora più intricata sono apparse su X diverse immagini generate con Intelligenza Artificiale, che mostrerebbero Tarantino rifugiato in un bunker in Israele. Le foto, presentate come autentiche, sono in realtà manipolazioni digitali. Alcuni di questi contenuti sono stati etichettati come falsi anche da Grok, il sistema di IA integrato nella piattaforma.

L’episodio riaccende il dibattito sulla disinformazione online e sulla difficoltà di arginare contenuti ingannevoli sui social, in particolare su X, piattaforma di proprietà di Elon Musk già più volte finita al centro di polemiche per la gestione di fake news e contenuti tossici. In mezzo a questo rumore digitale, resta un fatto semplice: il regista di film cult come Pulp Fiction e Kill Bill: Volume 1 sta bene.

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