La partita per l’acquisizione di Warner Bros. entra in una fase decisiva: Netflix si tira indietro e rinuncia a rilanciare sull’ultima proposta di Paramount Skydance. Dopo settimane di tensioni finanziarie e strategie contrapposte, il colosso dello streaming ha comunicato che l’operazione non è più “finanziariamente attraente”, segnando una svolta inattesa in una trattativa che sembrava destinata a un testa a testa fino all’ultimo dollaro.
Tutto era iniziato a dicembre, quando Netflix aveva messo sul tavolo 83 miliardi di dollari per rilevare Warner Bros. A sorpresa, però, Paramount si era inserita con un’offerta ostile da 108 miliardi, pari a 30 dollari per azione, rivolta direttamente agli azionisti e non sostenuta dal consiglio di amministrazione. Nonostante la cifra superiore, il CDA di Warner Bros. aveva giudicato la proposta carente nei dettagli e l’aveva respinta.
Il 24 febbraio 2026 è arrivato il nuovo colpo di scena: Paramount Skydance ha rilanciato a 111 miliardi di dollari, costringendo Warner Bros. a concedere a Netflix quattro giorni per rivedere la propria offerta. Invece di aumentare la posta, Netflix ha scelto di defilarsi, lasciando campo libero al concorrente.
Se l’operazione dovesse concludersi, cambierebbe anche l’equilibrio nel panorama mediatico statunitense. Larry Ellison, fondatore di Oracle e figura vicina a Donald Trump, finirebbe per controllare anche CNN, storicamente critica verso l’attuale amministrazione. L’eventuale concentrazione di potere editoriale solleva interrogativi sulla libertà di espressione e sull’indipendenza dell’informazione negli Stati Uniti, alimentando un dibattito che va ben oltre la dimensione economica dell’accordo.






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