A pochi mesi dal primo sguardo ufficiale, Dune: Parte 3 di Denis Villeneuve si prepara a chiudere la trilogia con un tono radicalmente diverso. A definirlo è stato Timothée Chalamet, che ha parlato del film come del capitolo più “inquietante” dell’intera saga, anticipando un netto cambio di atmosfera rispetto ai precedenti episodi.

Il film dovrebbe ispirarsi principalmente a Messia di Dune, secondo romanzo di Frank Herbert, con possibili elementi tratti anche da I Figli di Dune. Ambientata dodici anni dopo gli eventi di Dune: Parte Due, la storia mostra Paul Atreides ormai Imperatore dell’Universo Conosciuto, mentre una guerra santa combatte e devasta la galassia nel suo nome. Intrighi politici, complotti e un piano per assassinarlo trasformano la narrazione in un thriller politico cupo e stratificato.

Durante un incontro pubblico, Chalamet ha spiegato di essersi ispirato a interpretazioni iconiche: Matthew McConaughey in Interstellar, Heath Ledger ne Il cavaliere oscuro e Marlon Brando in Apocalypse Now. Ha poi citato anche Oscar Isaac, che nel primo capitolo interpretava Leto Atreides, lodandone l’approccio “shakespeariano” e dichiarando di essersi concesso, nel terzo film, una libertà espressiva ancora maggiore.

L’attore ha raccontato di essersi sentito inizialmente spiazzato dal futurismo della saga, arrivando da film più intimisti. Con il tempo, però, ha trovato un equilibrio creativo con Villeneuve, arrivando a definire questo nuovo capitolo come il più audace e disturbante. Anche sul piano tecnico l’approccio è cambiato: per le sequenze con l’ornitottero, Chalamet ha studiato nei dettagli il pannello di controllo, immaginando funzioni e dinamiche per rendere tutto più credibile.

Se i primi due film erano dominati da epica bellica e spettacolo visivo, questo terzo atto promette intrighi di palazzo, tensione psicologica e il ritratto di un sovrano tormentato, prigioniero della propria profezia. L’uscita è prevista per il 18 dicembre 2026, distribuito da Warner Bros..

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