Nel marzo 1998, sulle pagine di Weekly Shonen Jump, Yoshihiro Togashi tornò alla ribalta dopo il successo di Yu Yu Hakusho con una nuova scommessa narrativa: Hunter x Hunter. Fin dalle prime tavole, l’opera conquistò i lettori grazie a un senso di avventura autentico e a un immaginario ricco di mistero e meraviglia. Oggi, nonostante le lunghe pause dovute ai problemi di salute dell’autore e un finale ancora lontano, i suoi oltre 400 capitoli bastano a consacrarla come uno degli shonen fondamentali di sempre.

Uno dei pilastri della serie è il suo straordinario worldbuilding. Togashi non si limita a delineare scenari funzionali alla trama, ma costruisce un universo coerente in ogni dettaglio: un idioma originale, l’Hunter Script, con un alfabeto runico ispirato alle antiche scritture nordiche e concepito come variante grafica di hiragana e katakana; regioni complesse attraversate da tensioni politiche; organizzazioni criminali, creature peculiari e culture stratificate. Ogni elemento contribuisce a dare l’impressione di un mondo vivo, crudele e perfettamente giustificato nelle sue dinamiche interne.

Al centro dell’esperienza narrativa troviamo però il Nen, considerato da molti il miglior power system del genere. Introdotto gradualmente e approfondito durante l’arco dell’Arena Celeste, il Nen si distingue per la sua struttura rigorosa: sei categorie, fasi di apprendimento, condizioni e limitazioni che ne regolano l’uso. La vera forza del sistema sta nella personalizzazione, perché ogni individuo modella il proprio potere secondo inclinazioni e vincoli specifici, rendendo ogni scontro una sfida tanto strategica quanto spettacolare.

Infine, la serie rompe uno dei dogmi dello shonen tradizionale: la centralità assoluta di un unico eroe. Se Gon è stato il fulcro iniziale, archi successivi — fino alla guerra di successione dell’impero Kakin sulla Black Whale — spostano l’attenzione su figure come Kurapika, ampliando prospettive e temi. Questo cambio di protagonista, unito all’approfondimento psicologico dei personaggi, dimostra come Hunter x Hunter sia un racconto corale, capace di esplorare il proprio universo da angolazioni sempre nuove e sorprendenti.

Lascia un commento

In voga