La crescente crisi delle RAM e l’aumento dei costi di SSD e componenti stanno iniziando a farsi sentire anche nel settore delle console portatili, con effetti evidenti sui due dispositivi più discussi del momento: Steam Deck e ASUS ROG Ally.
Nel caso della piattaforma prodotta da Valve, il problema principale riguarda le scorte. In diversi Paesi è diventato temporaneamente impossibile acquistare qualunque modello della console. Le difficoltà nel reperire memorie e unità di archiviazione sembrano rallentare la produzione, generando una disponibilità altalenante. Secondo alcune ipotesi, l’azienda potrebbe star distribuendo la carenza in modo strategico tra le varie aree geografiche, così da guadagnare tempo per ristabilire i ritmi produttivi senza interrompere del tutto la presenza sul mercato globale.
La situazione appare ancora più delicata per la console realizzata da ASUS in collaborazione con Microsoft. In Giappone, il prezzo di ROG Ally ha registrato un aumento di circa 200 dollari, una cifra significativa che ha immediatamente acceso il dibattito tra gli utenti. Al momento non sono previsti rincari simili in altri mercati, ma la preoccupazione resta alta, soprattutto alla luce dell’instabilità dei costi delle componenti hardware.
A complicare ulteriormente il quadro ci sono le segnalazioni legate ai guasti prematuri. Come riportato da Windows Central, i centri di assistenza sarebbero sotto pressione per l’elevato numero di dispositivi da riparare. Molti utenti parlano di console che smettono di funzionare improvvisamente, talvolta dopo poche settimane, con il problema più frequente rappresentato dall’assenza totale di accensione. I tempi di attesa per la riparazione risultano inoltre piuttosto lunghi, un elemento che pesa ancora di più considerando il prezzo elevato del prodotto.
Tra rincari, scarsità di scorte e criticità tecniche, il mercato delle handheld di fascia alta attraversa dunque una fase complessa, in cui domanda e offerta faticano a trovare un equilibrio stabile.






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