Le voci sulla prossima console di Sony continuano a moltiplicarsi mentre online si discute anche di Xbox Next e dell’APU “Magnus”. Al centro dell’attenzione, però, ci sono le nuove indiscrezioni condivise da KeplerL2 sul forum NeoGAF, secondo cui PlayStation 6 potrebbe adottare una soluzione tecnica meno lineare del previsto.

Secondo il leaker, la futura console non utilizzerebbe un’architettura RDNA 5 pura per la propria GPU, ma una configurazione ibrida, simile all’approccio già visto con PS5. In pratica, l’eventuale APU potrebbe combinare elementi derivati da RDNA 4 con componenti di RDNA 5, puntando a un equilibrio tra prestazioni e costi di produzione. Una scelta che, pur sacrificando parte del potenziale massimo della nuova architettura AMD, consentirebbe a Sony di mantenere maggiore controllo sul prezzo finale.

Nel suo intervento, KeplerL2 ha ridimensionato anche alcune convinzioni diffuse tra gli appassionati, affermando: “PS5 è solo RDNA1 + Ray Tracing, non ci sono personalizzazioni magiche di Mark Cerny, e tra latro, anche PS6 non sarà completamente RDNA5”. Un commento che sottolinea come le console spesso adottino soluzioni custom, ma non necessariamente rivoluzionarie rispetto alle architetture di riferimento.

Sul fronte delle specifiche tecniche, il leaker aveva già ipotizzato una dotazione di 30 GB di RAM GDDR7, con una larghezza di banda superiore a 640 GB/s, cioè oltre l’11% in più rispetto a PS5 Pro. Numeri ambiziosi, soprattutto considerando l’attuale fase critica del mercato delle memorie, che potrebbe incidere sensibilmente sul costo complessivo dell’hardware.

L’ipotesi di una configurazione da 30 GB, proiettata nei prossimi 2-3 anni, resta affascinante ma non priva di incognite. Tra evoluzione tecnologica e sostenibilità economica, il percorso verso PlayStation 6 appare ancora tutto da definire.

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