Dalla sua annuncio nel 2008, l’adattamento cinematografico di BioShock è diventato uno dei progetti più chiacchierati e al tempo stesso più incerti di Hollywood. Il celebre videogioco creato da Ken Levine continua a essere evocato come un potenziale blockbuster, ma a distanza di anni il film resta intrappolato in una lunga fase di sviluppo senza esito concreto.

All’inizio l’operazione sembrava ambiziosa: uno studio importante come Universal, Gore Verbinski alla regia e John Logan alla sceneggiatura. L’idea era quella di un film vietato ai minori, con un’impostazione adulta e un budget elevato che in un primo momento si aggirava sui 200 milioni di dollari, poi drasticamente ridimensionato. Proprio questo ridimensionamento economico ha contribuito a far emergere le prime frizioni creative.

Con il passare del tempo, Verbinski ha abbandonato il progetto e la regia è passata a Francis Lawrence, che in tempi recenti ha parlato in modo incoraggiante dello stato del live-action. Nonostante ciò, l’adattamento resta fermo, sospeso tra buone intenzioni e difficoltà produttive che ne hanno rallentato ogni progresso concreto.

A riaccendere il dibattito sono state le recenti dichiarazioni di Gore Verbinski, che ha raccontato cosa avrebbe voluto portare sullo schermo. Il regista ha spiegato di aver immaginato una versione oscura e provocatoria, centrata sull’aspetto edipico della storia, sulle Sorelline e sulle scelte morali del protagonista, mantenendo persino entrambi i finali del gioco per “incasinare la mente degli spettatori”.

Secondo Verbinski, il vero ostacolo resta la mancanza di uno studio disposto a rischiare su una visione così radicale. Anno dopo anno emergono nuove voci sul progetto, ma il timore è che l’industria non sia pronta ad accogliere un adattamento di BioShock fedele alla sua natura disturbante e alle sue ambiguità narrative.

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