Lo scontro tra Mediaset e Mfe – MediaForEurope da una parte e Fabrizio Corona dall’altra si è trasformato in una battaglia legale senza precedenti. Il gruppo televisivo ha avviato una causa civile da 160 milioni di euro contro l’ex paparazzo e le società a lui riconducibili, accusandoli di aver causato danni reputazionali e patrimoniali attraverso i contenuti diffusi dal format Falsissimo.
La decisione è stata ufficializzata il 5 febbraio 2026 con una nota in cui il gruppo parla di menzogne, falsità e insinuazioni, accompagnate da una violenza verbale inaudita. Secondo l’azienda, non si tratterebbe di semplice gossip, ma di un meccanismo organizzato che trasformerebbe l’odio in profitto, colpendo in modo sistematico persone e istituzioni.
A sostenere l’azione legale si sono uniti diversi volti noti del mondo dello spettacolo e dell’editoria, che si dichiarano parte offesa. Tra i nomi citati figurano Pier Silvio e Marina Berlusconi, Maria De Filippi, Silvia Toffanin, Gerry Scotti, Ilary Blasi e Samira Lui, coinvolti direttamente o indirettamente nei contenuti al centro della controversia.
Nel comunicato, il gruppo sottolinea che questo tipo di attacchi mediatici non colpisce solo i personaggi pubblici, ma può estendersi a chiunque, con conseguenze pesanti. La differenza, viene evidenziato, è che una grande azienda può contare su strumenti legali adeguati, mentre molte persone comuni non hanno le risorse per difendersi da campagne diffamatorie e attacchi online.
Proprio per questo, Mediaset ha annunciato che eventuali risarcimenti non verranno trattenuti dal gruppo, ma confluiranno in un fondo di sostegno destinato a coprire le spese legali delle vittime di stalking, dei reati legati al Codice Rosso e dei casi di cyberbullismo.
Dal canto suo, Corona ha replicato su Instagram attraverso il profilo nonsonocorona, sostenendo che “hanno denunciato chi denuncia, quando il potere ti vuole azzittire è perchè hanno paura che la verità parli”. A colpire è stata però la forma della risposta: al posto del suo volto è apparso un pupazzo generato con AI, a sua immagine e somiglianza, a sottolineare la scelta di una comunicazione sempre più provocatoria e mediatica.






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