Ubisoft affronta una nuova fase di profonda riorganizzazione dopo la cancellazione di Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo Remake, il rinvio di diversi progetti e l’avvio di un reset aziendale su larga scala. In questo contesto, la società ha avanzato l’ipotesi di eliminare fino a 200 posti di lavoro presso la sede centrale di Parigi, una riduzione che rappresenterebbe circa il 18% del personale locale.
La misura è stata comunicata ai dipendenti tramite una e-mail interna, nella quale Ubisoft ha annunciato l’apertura delle trattative per una Rupture Conventionnelle Collective (RCC). Questo strumento, previsto dal diritto del lavoro francese, consente alle aziende di ridurre l’organico attraverso uscite volontarie e concordate, negoziate con i sindacati, evitando licenziamenti unilaterali.
Secondo quanto confermato da un portavoce di Ubisoft in una dichiarazione riportata da VGC, la proposta riguarda esclusivamente i dipendenti di Ubisoft International con contratto francese. Il numero massimo di posizioni a rischio resta fissato a 200, ma l’azienda ha precisato che nessuna decisione sarà definitiva finché non verrà raggiunto un accordo collettivo e approvato dalle autorità competenti.
La cautela è dovuta anche al fatto che la Francia dispone di uno dei sistemi di tutela del lavoro più rigidi al mondo, dove i licenziamenti devono essere giustificati da una “giustificata e seria causa” e le imprese sono obbligate a tentare soluzioni come la ridistribuzione del personale prima di procedere a tagli collettivi.
Nel frattempo, lo scenario globale appare ancora più preoccupante. Il giornalista Tom Henderson di Insider Gaming ha parlato di un possibile piano che potrebbe portare fino a 2.500 licenziamenti complessivi già nel mese di febbraio, con tagli significativi e potenziali chiusure di studi Ubisoft in diverse aree del mondo. Una prospettiva che conferma quanto il momento sia delicato per uno dei colossi storici dell’industria videoludica.






Lascia un commento