La contesa tra Warner Bros. Discovery, Paramount e Netflix entra in una fase decisamente più aspra, spostandosi dal terreno industriale a quello giudiziario. Dopo il rifiuto dell’offerta avanzata da Paramount, WBD si trova ora coinvolta in una causa che rischia di pesare su uno dei dossier più sensibili del settore, quello relativo alla possibile intesa con il gigante dello streaming.
Al centro della vicenda c’è il progressivo avvicinamento tra WBD e Netflix, frutto di trattative riservate che, secondo le indiscrezioni, starebbero procedendo senza ostacoli rilevanti. Paramount, rimasta esclusa dopo il mancato via libera alla propria proposta, ha scelto di reagire passando all’azione legale, chiedendo l’accesso a informazioni finanziarie più dettagliate sull’accordo tra Warner e Netflix.
La replica di Warner Bros. Discovery è stata immediata e durissima. In una nota ufficiale, il gruppo ha definito l’iniziativa di Paramount come priva di fondamento, sostenendo che si tratti di un tentativo di creare confusione tra gli investitori. Secondo WBD, la causa servirebbe soprattutto a distogliere l’attenzione dalle debolezze strutturali dell’offerta Paramount Skydance, più che a tutelare reali interessi economici.
Il cuore dello scontro resta il valore economico dell’operazione. Paramount, guidata da David Ellison, avrebbe messo sul tavolo una proposta da circa 30 dollari ad azione, cifra che, secondo WBD, non sarebbe mai stata migliorata nel tempo. Il consiglio di amministrazione di Warner avrebbe invece rilevato diverse criticità, giudicando l’offerta non competitiva rispetto all’accordo con Netflix, ritenuto più solido e strategico nel lungo periodo.
Nonostante la posizione compatta del board di WBD, che afferma di aver deliberato all’unanimità, il confronto resta aperto. Alcuni analisti di mercato continuano infatti a vedere nella proposta di Paramount un’opzione più interessante sul piano economico, almeno sulla carta. Quel che è certo è che la partita è solo all’inizio e che questa battaglia potrebbe ridefinire gli equilibri globali dell’intrattenimento, con conseguenze destinate a farsi sentire per molti anni.






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