Diciannove anni dopo la messa in onda, l’episodio 25 di Death Note continua a dividere il pubblico come pochi altri. È considerato da molti un capolavoro dell’animazione moderna, mentre altri non hanno mai accettato le sue scelte registiche, soprattutto nel confronto con il manga. Due letture opposte che non si escludono: l’episodio è potente proprio perché imperfetto, controverso e radicale.
Questo capitolo segna la morte di L, ma soprattutto il vero climax narrativo della serie. La sfida intellettuale tra L e Light Yagami raggiunge qui il suo apice emotivo e tematico. Dopo questo momento, Death Note cambia pelle: Light smette di essere un protagonista ambiguo e si rivela senza più filtri come un villain assoluto. Non sorprende che una parte del fandom scelga ancora oggi di fermarsi qui, percependo l’episodio come una conclusione non ufficiale.
Il punto più discusso non è tanto la morte in sé, quanto l’idea che L fosse consapevole della propria fine. Nel manga questa certezza non è mai esplicitata, mentre l’anime la suggerisce attraverso scene originali, dialoghi ellittici e un uso deliberato del silenzio. L’assenza del monologo interiore, elemento centrale della serie, spiazza lo spettatore e lo costringe a condividere l’incertezza del momento.
La regia costruisce tutto attorno all’atmosfera. La pioggia sul tetto, le campane, i richiami religiosi e la scena sulle scale creano un senso di resa dei conti imminente. L appare vulnerabile, chiede scusa, compie gesti che evocano l’espiazione, come nella scena del lavaggio dei piedi. Non è una santificazione del personaggio, ma un ultimo tentativo di mettere Light alle strette, incrinando il suo autocontrollo.
Dopo la morte di L, Light recita la parte alla perfezione: lacrime, determinazione, leadership. In pochi istanti conquista il potere assoluto. Ed è qui che il personaggio perde ogni ambiguità morale: senza un vero avversario, diventa arrogante e prevedibile. Light vince, ma la sua è una vittoria vuota. L muore, ma resta una presenza costante. Ed è proprio questa eredità a rendere l’episodio 25 il momento più indimenticabile di Death Note.






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