Nel panorama del fumetto digitale giapponese sta facendo discutere un caso senza precedenti: Tsuma yo, Boku no Koibito ni Natte Kuremasen ka?, manga pubblicato il 28 dicembre esclusivamente in formato digitale, ha raggiunto in pochi giorni i vertici delle classifiche di Comic C’moA, la principale piattaforma ebook del Giappone. Il titolo ha conquistato il primo posto nella categoria Young Adult e il nono nella classifica generale, attirando l’attenzione non solo per i numeri, ma soprattutto per il metodo di produzione.

L’opera è firmata da mamaya, pseudonimo dietro cui non si conosce l’identità reale dell’autore, ed è distribuita da Studio Zoom. Fin dalla descrizione ufficiale, il manga dichiara apertamente l’uso di immagini generate con intelligenza artificiale, un dettaglio che lo rende un caso quasi unico nel mercato nipponico. La storia ruota attorno a Takumi Ota, salaryman trentacinquenne, e alla moglie Mizuki: una coppia apparentemente serena, ma segnata da un matrimonio ormai privo di intimità, che Takumi tenta di ricostruire partendo dal desiderio e dal dialogo.

Sul fronte della critica, l’accoglienza è stata più prudente. La media delle recensioni su Comic C’moA si attesta intorno alle 3,1 stelle, con commenti che segnalano un design dei personaggi ripetitivo, figure che sembrano “incollate” su sfondi piatti e dialoghi giudicati troppo lunghi e più vicini a un romanzo che al linguaggio visivo del manga. Alcuni lettori hanno inoltre notato una scarsità di scene intime, ritenuta incoerente con la premessa narrativa, mentre altri hanno apprezzato proprio l’estetica pulita prodotta dall’IA.

Nonostante le opinioni contrastanti, Tsuma yo, Boku no Koibito ni Natte Kuremasen ka? resta un caso storico: è il primo manga di grande successo commerciale a dichiarare un uso massiccio dell’intelligenza artificiale per le immagini. Un elemento che alimenta il dibattito, soprattutto perché molte piattaforme concorrenti a Comic C’moA vietano esplicitamente la pubblicazione di opere realizzate con l’IA. Il manga è leggibile gratuitamente, ma solo in lingua giapponese, e segna un possibile punto di svolta nel rapporto tra tecnologia e fumetto.

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