Negli ultimi giorni, l’attenzione mediatica è tornata a concentrarsi su Jack Ryan, la serie TV di Amazon Prime Video con John Krasinski basata sui romanzi di Tom Clancy, proprio mentre il mondo reale è stato scosso da un evento geopolitico di vasta portata: un’operazione militare statunitense che ha portato alla deposizione e alla cattura del presidente venezuelano Nicolás Maduro.
Una scena della seconda stagione, pubblicata originariamente nel 2019, è diventata virale sui social: nel clip si vede Jack Ryan spiegare perché il Venezuela rappresenterebbe “una grave minaccia sulla scena mondiale”. Nel dialogo, Ryan sottolinea come il Paese sia dotato di enormi risorse di petrolio e minerali, paragonandolo alle potenze tradizionali come Russia, Cina e Corea del Nord.
Nel video, il protagonista affronta anche le crisi interne di Caracas nell’universo della serie: parla di come il presidente immaginario “ha dimezzato l’economia nazionale” e ha portato la povertà a livelli estremi. Aggiunge poi che il Venezuela si trova a “30 minuti di distanza dagli Stati Uniti da missili nucleari di nuova generazione”, accentuando il quadro di rischio geopolitico.
Gli utenti dei social media hanno commentato che la clip, seppur fiction, coglie aspetti utili per comprendere le dinamiche dietro l’azione militare reale degli Stati Uniti, che ha visto forze speciali attaccare e catturare Maduro durante raid nel paese. Il parallelismo tra finzione e realtà ha suscitato reazioni e dibattiti online.
Carlton Cuse, co-creatore della serie insieme a Graham Roland e showrunner delle prime due stagioni, ha osservato come spesso gli eventi reali sembrino rispecchiare le trame scritte per la televisione: “Ciò che sorprende uno storyteller è la frequenza con cui gli eventi del mondo reale raggiungono la finzione”. Secondo Cuse, l’obiettivo degli sceneggiatori non era la profezia, ma la plausibilità narrativa.
Anche nell’esito della stagione due di Jack Ryan ci sono somiglianze con i fatti del mondo reale: nella serie Jack e un alleato pilotano un elicottero per assaltare il Palazzo Presidenziale e rimuovono il presidente corrotto, con l’opposizione che poi vince le elezioni. Alcuni commentatori hanno notato che la realtà di questi giorni ha visto la rimozione di Maduro tramite un’azione militare statunitense, sebbene con esiti e dinamiche politiche molto diverse.
Cuse ha aggiunto una riflessione più ampia sugli effetti degli interventi militari: “Ogni volta che gli Stati Uniti usano la forza all’estero, è un momento che merita riflessione”, sottolineando che le conseguenze pesano di più sulle popolazioni con scarso controllo sugli eventi. Ha poi auspicato che la situazione porti stabilità e pace per la gente che vive in Venezuela.






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