Lo spettacolo teatrale The First Shadow si è rivelato un tassello molto più rilevante del previsto nell’universo di Stranger Things, soprattutto in relazione alla quinta stagione. La produzione di Broadway ha infatti approfondito diversi elementi del passato di Hawkins e della figura di Henry Creel, offrendo al pubblico nuove chiavi di lettura che, però, non hanno trovato uno spazio diretto nel finale televisivo.
Molti fan hanno notato come nella stagione conclusiva manchi una scena cruciale: quella in cui Joyce e Hopper realizzano di aver condiviso gli anni di scuola con Henry Creel nella Hawkins degli anni ’50. Durante una lunga intervista concessa a Variety, i Duffer Brothers hanno spiegato le ragioni di questa scelta narrativa, legata soprattutto al timore di creare confusione tra gli spettatori che non hanno avuto modo di assistere allo spettacolo teatrale.
Ross Duffer ha chiarito che inserire un riferimento esplicito avrebbe rischiato di risultare frustrante per una parte del pubblico. “Con lo spettacolo abbiamo camminato sul filo del rasoio perché non volevamo che risultasse frustrante, dal momento in cui un sacco di spettatori non hanno potuto vederlo”, ha spiegato, aggiungendo però di essere certo che quella conversazione tra i personaggi sia avvenuta, anche se fuori scena.
Matt Duffer ha poi sottolineato un punto fondamentale: la quinta stagione doveva funzionare perfettamente anche senza il supporto dello spettacolo teatrale. “Era necessario che questa quinta stagione fosse esattamente come sarebbe stata se lo spettacolo non fosse mai esistito”, ha dichiarato. Secondo Matt, The First Shadow espande la backstory di Henry dopo l’infezione del Mind Flayer, ma la struttura e gli eventi finali della serie sarebbero rimasti invariati anche in assenza dello show teatrale.






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