Negli ultimi giorni, i fan di Dragon Ball Z hanno potuto riscoprire un lato poco noto della nascita di uno dei villain più iconici della saga: Majin Bu. Tutto merito dei Toriyama Archives, lo spazio ufficiale dedicato ai materiali storici di Akira Toriyama, che ha reso pubblico un bozzetto inedito risalente ai primi anni Novanta.

Il disegno mostra una versione alternativa di Majin Bu, collocata in una fase in cui il personaggio era già concettualmente definito ma non ancora fissato nella sua forma finale. In questa variante preliminare, Bu indossa una pettorina invece del classico gilet e un mantello più corto, dettagli che gli conferiscono un aspetto più aggressivo e marziale, distante dalla silhouette morbida e giocosa poi scelta da Toriyama.

Questo bozzetto rivela chiaramente il lavoro di sperimentazione estetica dell’autore, impegnato nel delicato equilibrio tra minaccia e comicità, uno degli elementi distintivi dell’intera opera. Toriyama cercava un antagonista capace di incutere timore senza rinunciare a quell’ironia visiva che ha sempre caratterizzato Dragon Ball.

Negli ultimi mesi, i Toriyama Archives hanno diffuso anche altri materiali preparatori legati a Majin Bu. Alcuni schizzi iniziali mostrano un personaggio quasi irriconoscibile, con corna, armature e tratti persino rettiliani, a dimostrazione di quanto il design finale sia frutto di numerose revisioni e ripensamenti.

Introdotto come antagonista conclusivo di Dragon Ball Z, Majin Bu è celebre per il suo comportamento imprevedibile e per le molteplici trasformazioni, ognuna portatrice di un diverso grado di malvagità e potenza. Questo percorso evolutivo ha permesso alla saga di esplorare temi profondi come la dualità bene/male e la redenzione, culminando nella reincarnazione in Ub, che chiude simbolicamente l’arco narrativo.

Il bozzetto appena pubblicato rappresenta quindi molto più di una semplice curiosità: è una testimonianza concreta del metodo creativo di Toriyama. Confrontare queste versioni preliminari con il Majin Bu definitivo aiuta a comprendere quanto ogni dettaglio visivo influisca sulla percezione di un personaggio.

In definitiva, questo materiale raro celebra la storia di Dragon Ball e ricorda ai fan quanto anche i personaggi più iconici nascano da un processo fatto di prove, errori e intuizioni geniali, prima di diventare immortali nell’immaginario collettivo.

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