La fumettista giapponese Kiriko Nananan, nota anche con lo pseudonimo Kiriko Yumeno, è scomparsa all’età di 52 anni. La morte risale al 25 dicembre 2024, ma la sua famiglia ha scelto di rendere pubblica la notizia solo a distanza di un anno, rispettando una volontà espressa dall’autrice stessa. Un annuncio tardivo, silenzioso, in linea con la discrezione che ha sempre caratterizzato la sua figura pubblica.

Attiva soprattutto dagli anni Novanta, Kiriko Nananan è stata una delle voci più raffinate e influenti del manga moderno, distinguendosi all’interno del josei per un approccio fortemente autoriale. Le sue storie brevi e introspettive si muovevano ai margini dell’industria, con suggestioni quasi underground, e l’hanno portata a essere associata al movimento del nouvelle manga, una corrente dei primi Duemila che metteva in dialogo il fumetto giapponese con il cinema e il fumetto europeo, coinvolgendo anche autori franco-belgi.

Il suo titolo più celebre resta Blue, racconto ambientato in un liceo di provincia vicino al mare, che segue la quotidianità di Kayako e Masami, due adolescenti che scoprono gradualmente un’attrazione reciproca. La narrazione procede per accenni, frammenti di vita apparentemente ordinari che acquistano un’intensità profonda. La storia, semplice solo in superficie, accompagna le protagoniste verso l’età adulta e si chiude con un esito inatteso, immerso in un clima tenero e amaro, attraversato da una marcata assenza di speranza.

Dal punto di vista visivo, Blue è un esempio emblematico di fumetto per sottrazione. Le tavole rinunciano a sfondi dettagliati, retini e linee cinetiche; il bianco domina lo spazio, creando un vuoto quasi perturbante attorno ai personaggi. Ogni segno d’inchiostro diventa così una scelta netta, un gesto espressivo che amplifica il peso emotivo di silenzi e sguardi.

In Italia, l’opera di Kiriko Nananan è arrivata grazie a Dynit, che ha pubblicato Blue e Zucca e maionese. Al momento, questi restano gli unici due titoli dell’autrice disponibili nel nostro paese, ma sufficienti a testimoniare l’importanza di una voce unica, capace di lasciare un’impronta duratura nel fumetto contemporaneo.

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