Oggi Avatar non è solo una saga di successo, ma una pietra miliare del cinema, capace di conquistare il primato come trilogia con il più alto incasso della storia. Dietro questo risultato c’è la visione di James Cameron, autore che ha saputo trasformare un’idea coltivata per decenni in un universo narrativo coerente e riconoscibile.

Sebbene lo sviluppo concreto del primo film sia iniziato negli anni Novanta, con una prima stesura della sceneggiatura nel 1996, le radici di Pandora affondano molto più indietro nel tempo. A confermarlo è stata la mostra celebrativa The Art of James Cameron, ospitata anche in Italia al Museo del Cinema di Torino tra febbraio e agosto 2025, che ha offerto uno sguardo privilegiato sul processo creativo del regista.

Tra i materiali esposti spiccano i concept art realizzati da un Cameron giovanissimo per Xenogenesis, un cortometraggio di fantascienza di appena 12 minuti, prodotto alla fine degli anni Settanta con un budget di circa 20mila dollari. Proprio questo progetto attirò l’attenzione del produttore Roger Corman, aprendo al regista le porte di film come Battle Beyond the Stars e Piranha II.

Osservando quei disegni, è impossibile non notare sorprendenti affinità visive con Avatar: creature volanti che ricordano da vicino gli ikran, così come le meduse del cielo, incredibilmente simili a quelle viste in Avatar: Fuoco e Cenere, utilizzate dai Tlalim, il Popolo del Vento, per viaggiare sopra Pandora.

In definitiva, anche se Avatar è diventato realtà solo quando la tecnologia e i budget lo hanno permesso, il suo immaginario era già vivo nella mente di Cameron da oltre vent’anni. Un progetto apparentemente nuovo, ma in realtà il frutto di una visione coltivata per tutta una vita, che attraversa gli anni Ottanta e arriva fino al cinema contemporaneo.

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