Pochissimi anime riescono a toccare il 9,9 su IMDb, e quando accade non è quasi mai per semplici battaglie spettacolari o finali rassicuranti. Hunter x Hunter lo fa con due episodi che scavano nel lato più oscuro, doloroso e profondamente umano della narrazione: il 126 e il 131, entrambi capaci di lasciare lo spettatore emotivamente destabilizzato.

L’episodio 126, Zero x And x Rose, è il punto di non ritorno dell’arco delle Formiche Chimera. Lo scontro tra Netero e Meruem non è una gara di forza, ma un conflitto tra visioni del mondo. Da una parte l’uomo, guidato da disciplina e fede nel sacrificio; dall’altra il Re, simbolo di logica, evoluzione e curiosità intellettuale. Il combattimento diventa così un dialogo violento tra due filosofie inconciliabili.

La Poor Man’s Rose trasforma l’episodio in qualcosa di disturbante. L’arma nucleare nascosta nel corpo di Netero rivela una verità brutale: l’umanità non vince perché più nobile, ma perché disposta a spingersi oltre ogni limite morale. Meruem sopravvive, ma la sua certezza di superiorità crolla di fronte alla paura e alla crudeltà umana, rendendo la vittoria inquietante e amara.

L’episodio 131 sposta tutto su Gon Freecss e sul trauma della perdita di Kite. Qui non c’è crescita, ma collasso emotivo. Gon rinuncia al futuro, alla propria innocenza e persino alla propria umanità pur di annientare Neferpitou. La sua trasformazione non è eroica: è una contrazione di rabbia, dolore e autodistruzione.

Il combattimento è volutamente sbilanciato e privo di qualsiasi catarsi. La frase “sono un po’ felice perché ora sono come Kite”, pronunciata dopo la perdita del braccio, è uno dei momenti più devastanti dell’intera serie. Non c’è giustizia, solo la dimostrazione di quanto il dolore possa rendere pericoloso anche un bambino.

Uniti, questi due episodi rifiutano lo shonen tradizionale. Nessun eroe trionfa davvero: in uno l’umanità vince diventando mostruosa, nell’altro un ragazzo perde tutto. È qui che Hunter x Hunter raggiunge il suo vertice narrativo, dimostrando come l’animazione possa essere tragica, profonda e indimenticabile.

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