Pur non essendo una debuttante, Oona Chaplin si trova oggi in un momento di svolta: Avatar: Fuoco e Cenere la proietta come mai prima d’ora al centro dell’attenzione internazionale. Un’esposizione che riporta inevitabilmente alla sua eredità familiare, quella di essere la nipote di Charlie Chaplin, un nome capace di aprire porte ma anche di creare aspettative difficili da sostenere.

Nel corso di una intervista rilasciata a Vanity Fair, l’attrice ha raccontato di aver a lungo vissuto il proprio cognome come un fardello. L’idea di cambiarlo l’ha sfiorata più volte, spinta dal timore di non essere valutata per le sue capacità, ma solo per le sue origini illustri. Questo pensiero ha influito profondamente sul suo rapporto con il lavoro e con se stessa.

Chaplin ha ammesso di aver spesso messo in dubbio il proprio merito, persino quando era stata ammessa a una scuola di recitazione. “Ho faticato a convincermi di meritare di entrare alla scuola di recitazione… ho sabotato molte opportunità”, ha spiegato, raccontando come l’insicurezza l’abbia accompagnata fino alla metà dei suoi vent’anni, quando ha finalmente compreso quanto quell’auto-sabotaggio fosse inutile.

Con il tempo, però, il suo sguardo è cambiato. Oggi Oona Chaplin affronta i provini e il successo con una nuova consapevolezza, smettendo di chiedersi perché venga scelta. “Se lavori sodo e sei gentile con le persone, riesci ad arrivare”, ha dichiarato, aggiungendo di sentirsi finalmente orgogliosa del cognome che porta, non più un peso, ma una parte di sé accettata con serenità.

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