La prima stagione di Fionna & Cake è una delle evoluzioni più sorprendenti e riuscite dell’universo di Adventure Time. Non si limita a ripescare personaggi amati, ma li usa per raccontare una storia più matura, malinconica e profondamente umana, capace di parlare di identità, perdita e desiderio di cambiamento con una sensibilità rara nell’animazione occidentale.

L’idea di aprire la serie in un mondo privo di magia è immediatamente potente. Fionna vive una quotidianità grigia, fatta di lavori frustranti e sogni compressi. Non è un’eroina in attesa dell’avventura, ma una giovane adulta che sente di stare sprecando la propria vita. La sua profondità nasce proprio da questo disagio silenzioso: Fionna non vuole solo fuggire, vuole capire chi è davvero. Le sue fantasie diventano il riflesso di un’identità incompleta, di una fame emotiva che il mondo “normale” non riesce a soddisfare.

Accanto a lei, Cake è l’istinto puro. Impulsiva, desiderosa di libertà, spesso irresponsabile, rappresenta tutto ciò che Fionna reprime. Il loro rapporto è centrale: non sono solo protagoniste e spalla comica, ma due parti complementari di un unico percorso di crescita.

Il vero cuore emotivo della stagione, però, è Simon Petrikov. Liberato dalla follia del Re Ghiaccio, Simon è un uomo spezzato dal lutto per Betty. La serie affronta il suo dolore con una brutalità onesta: Simon non è sollevato, né grato di essere “guarito”, ma smarrito, privo di scopo. Il suo interesse per il multiverso nasce dal desiderio disperato di trovare un mondo in cui la perdita non sia definitiva, rendendolo uno dei personaggi più tragici e umani dell’intero franchise.

Il multiverso non è mai semplice spettacolo: ogni mondo alternativo diventa uno specchio emotivo, una riflessione sulle scelte mancate e sull’illusione che da qualche parte esista una versione migliore di noi stessi. Anche i personaggi secondari, come Marshall Lee e Gary, brillano per naturalezza e autenticità, offrendo una rappresentazione dell’amore queer intima e quotidiana.

Alla fine, Fionna & Cake parla di crescita e accettazione: non di vittorie epiche, ma della capacità di convivere con la perdita senza negarla. La prima stagione non promette felicità, ma trasformazione. Ed è proprio questa sincerità emotiva a renderla una delle opere più profonde e toccanti mai nate dall’eredità di Adventure Time.

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