Quando un mangaka come Tatsuki Fujimoto, mente dietro Chainsaw Man, indica un’opera come imperdibile, vale la pena fermarsi ad ascoltare. In un’intervista a Kono Manga ga Sugoi!, l’autore ha dichiarato di essere rimasto profondamente colpito da Delicious in Dungeon, arrivando a dire che “potrebbe parlarne tutta la notte”. Un entusiasmo raro, che rivela un autentico dialogo creativo tra artisti.
A sorprendere è soprattutto il contrasto tra le due opere. Da una parte la violenza caotica e il nichilismo di Chainsaw Man, dall’altra un fantasy culinario che racconta un dungeon attraverso ricette e convivenza. Eppure è proprio questa distanza a rendere il manga di Ryoko Kui così affascinante agli occhi di Fujimoto: un uso inedito dei cliché fantasy, rielaborati con logica e ironia.
La trama prende avvio da un evento tragico. Il cavaliere Laios Touden deve salvare la sorella Falin, divorata da un drago. Senza risorse, il gruppo è costretto a sopravvivere nutrendosi dei mostri del dungeon. Con l’aiuto di Senshi, nano esperto di cucina, creature terrificanti diventano piatti elaborati: scorpioni giganti, armature viventi e persino basilischi vengono trattati con precisione quasi scientifica.
Uno dei punti di forza della serie è il worldbuilding. Il dungeon non è solo uno sfondo, ma un vero ecosistema, dove ogni mostro ha una funzione e ogni scelta ha conseguenze. La cucina diventa così uno strumento narrativo per riflettere su sopravvivenza, risorse e adattamento.
Il valore dell’opera è confermato anche dai premi. Nel 2016 Delicious in Dungeon è stato eletto miglior manga per lettori maschili da Kono Manga ga Sugoi!, mentre nel 2024 ha vinto il Miglior Fumetto ai Seiun Awards, consacrandosi come un classico moderno del fantasy.
Perché allora dovrebbe interessare ai fan di Chainsaw Man? Perché entrambe le serie condividono la capacità di sovvertire le aspettative. Fujimoto lo fa con eccesso e shock, Kui con intelligenza e coerenza interna. Anche i personaggi seguono questa logica: il gruppo formato da Laios, Marcille, Chilchuck e Senshi è disfunzionale ma sincero, non così lontano dalle dinamiche di Denji, Power e Aki.
Che si tratti del manga o della recente trasposizione anime, Delicious in Dungeon offre un’esperienza sorprendentemente completa. Se Fujimoto ne parla con tanta passione, non è semplice entusiasmo: è il riconoscimento di una creatività autentica, capace di reinventare l’avventura partendo da una cucina improvvisata nel cuore di un dungeon.






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