Il 13 dicembre 2025 segna una data destinata a restare nella memoria collettiva: John Cena ha annunciato il suo ritiro definitivo dal wrestling. Dopo 25 anni di carriera, si chiude un capitolo fondamentale della WWE e, per molti fan, della propria vita da spettatori. Non è solo l’addio di un campione, ma la fine di una vera epoca.

La sua ascesa non è stata immediata. Agli inizi, Cena rischiava seriamente il licenziamento, finché un momento di pura creatività cambiò tutto: durante un tour europeo improvvisò un rap, attirando l’attenzione di Stephanie McMahon. Da lì nacque il personaggio del rapper di Boston, un’idea che lo trasformò rapidamente in una icona globale capace di conquistare milioni di spettatori.

I numeri raccontano solo una parte della storia. I 17 titoli mondiali sono importanti, ma ciò che ha davvero reso Cena una leggenda è stata la sua capacità di valorizzare ogni avversario. Match memorabili contro Triple H, Edge, Randy Orton, Brock Lesnar, Undertaker e molti altri hanno contribuito a rendere la WWE uno spettacolo imperdibile. Amato e fischiato, Cena ha sempre mantenuto integrità e coerenza.

Fuori dal ring, John Cena è stato un autentico ambasciatore della WWE. Tra beneficenza, apparizioni televisive e una professionalità esemplare, ha portato il wrestling oltre i suoi confini tradizionali. La sua presenza in contesti mainstream, come Sanremo 2006 insieme a nomi storici del roster, ha contribuito a rendere il wrestling più accessibile e riconosciuto.

Il suo addio è stato all’altezza della sua carriera. Negli ultimi mesi ha celebrato l’ultimo ballo con 36 eventi sold out, conquistando anche il titolo Intercontinentale, simbolo di un cerchio finalmente chiuso. L’ultimo match, perso contro Gunther al Saturday Night Main Event, rappresenta la conclusione perfetta di una storia straordinaria.

John Cena resta un simbolo di dedizione e perseveranza. Anche senza più salire sul ring, il suo nome rimarrà inciso nella storia del wrestling. Per fan giovani e adulti, la sua leggenda continuerà a vivere, perché alcune icone non smettono mai davvero di esistere.

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