La Walt Disney Company ha svelato un accordo triennale che rappresenta una svolta storica: per la prima volta il colosso concede in licenza il proprio vasto catalogo creativo a una piattaforma di intelligenza artificiale. L’intesa con OpenAI porterà oltre 200 personaggi Disney, Pixar, Marvel e Star Wars all’interno di Sora, il generatore di video brevi dell’azienda guidata da Sam Altman.

L’annuncio dà concretezza alla visione anticipata da Bob Iger lo scorso novembre, quando aveva parlato dell’intenzione di integrare strumenti AI nell’ecosistema Disney+. Ora quella strategia si traduce in un investimento di un miliardo di dollari in OpenAI e in un’opzione per Disney di incrementare la propria partecipazione futura.

Grazie alla licenza, OpenAI potrà impiegare figure come Topolino, Ariel, Baymax, Simba, gli eroi Marvel e i protagonisti di Star Wars per generare video basati sui prompt degli utenti tramite Sora e illustrazioni tramite ChatGPT Images. Disney chiarisce però due limiti: nessun utilizzo delle voci o delle sembianze degli interpreti, e nessun impiego della proprietà intellettuale concessa per l’addestramento dei modelli. Inoltre, non ci sarà alcun collegamento tra gli account Sora e quelli Disney o Disney+.

Parallelamente, Disney diventerà un major customer di OpenAI, sfruttandone le API per sviluppare nuove esperienze digitali e strumenti destinati anche allo streaming. Su Disney+ verrà proposta una selezione curata di contenuti generati con Sora, mentre ulteriori funzioni AI dedicate agli abbonati sono già in fase di progettazione. I primi video e illustrazioni creati con i personaggi Disney arriveranno all’inizio del 2026.

L’accordo nasce in un periodo in cui Disney è impegnata in una serie di azioni legali contro aziende accusate di utilizzi impropri della sua proprietà intellettuale per l’addestramento di modelli AI, tra cui Google, Meta, Character.AI, Midjourney e Minimax, insieme a NBCUniversal e Warner Bros. Discovery.

Per Iger si tratta di “un passo significativo” nell’evoluzione del rapporto tra intrattenimento e tecnologia, mentre Altman definisce la partnership un esempio di come le aziende creative possano collaborare per “promuovere innovazione e tutela dell’industria”. Entrambe le società ribadiscono un impegno condiviso verso un uso responsabile dell’AI.

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