L’anime dei Digimon ha dimostrato una cosa che molti franchise faticano a riconoscere: il pubblico cresce. E quando il pubblico cambia, anche i personaggi devono farlo. È questo che separa Digimon da Pokémon, non come tifo da stadio, ma come scelte narrative.

Nel film Digimon Adventure: Last Evolution Kizuna, ritroviamo Tai e Matt ormai universitari, immersi in un’età in cui le domande sul futuro diventano pressanti. La minaccia di Eosmon è reale, ma serve soprattutto a riportare in superficie l’ansia di chi non è più bambino: cosa resta dell’energia degli undici anni? E soprattutto, cosa succede quando ci si accorge che il tempo, semplicemente, non aspetta? Il film mette i protagonisti davanti alla possibilità più dolorosa: perdere Agumon e Gabumon.

Il punto più alto della storia nasce però dall’antagonista, Menoa Bellucci. A quattordici anni ha perso il suo partner e ha creato Eosmon per congelare i Digiprescelti in una “infanzia eterna”. Una motivazione disturbante, ma comprensibile, che costringe Tai e Matt a capire che crescere significa anche lasciare andare, senza sacrificare il futuro per proteggere il passato.

Pokémon, invece, è rimasto imbrigliato nella scelta di non far realmente evolvere Ash Ketchum. Per anni gli spettatori crescevano, mentre lui restava identico. La serie ha risolto la contraddizione solo di recente, introducendo nuovi protagonisti. Forse sarebbe stato più coerente cambiare eroe ogni pochi anni, mantenendo un target infantile senza rinunciare alla qualità costruita attorno ad Ash.

Digimon ha avuto il coraggio che Pokémon non ha mai mostrato: chiudere un percorso. In Kizuna, i Digimon non sono oggetti da preservare a ogni costo, ma la forma stessa dell’infanzia dei protagonisti. Nessun trucco, nessun lieto fine artificiale; solo la consapevolezza che il legame resta, anche quando cambia forma.

Curiosamente, il tema del tempo è diventato ancora più potente con l’uscita del film in Nord America, slittata dal 2020 al 2024 a causa della pandemia. Quando molti fan lo hanno finalmente visto al cinema, l’impatto è stato ancora più forte: anche loro, proprio come Tai e Matt, erano cambiati.

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