La lunga parabola dello studio Gainax si è chiusa ufficialmente il 10 dicembre, quando la procedura di fallimento è giunta al termine e l’azienda ha cessato ogni attività. In un comunicato, Hideaki Anno, oggi alla guida di Studio Khara, ha spiegato che tutti i diritti legati alle opere storiche dello studio sono stati restituiti ai loro legittimi creatori e agli autori originali.

Anno ha espresso anche profonda frustrazione per il modo in cui la società era stata condotta negli ultimi anni, citando comportamenti irregolari dell’ex dirigente di Fukushima Gainax Yoshinori Asao e criticando la gestione di figure storiche come Hiroyuki Yamaga e Yasuhiro Takeda. Secondo il regista, proprio queste condotte avrebbero compromesso la stabilità dello studio.

Tra le cause principali del collasso economico rientrano scelte imprenditoriali considerate disastrose: dall’apertura di un ristorante mai redditizio alla creazione di una divisione di computer grafica mal amministrata, fino a prestiti non garantiti concessi ai dirigenti. Una serie di errori che ha portato a un accumulo di debiti insostenibili.

Il colpo definitivo arrivò nel 2019, quando l’allora presidente Tomohiro Maki venne arrestato con l’accusa di molestie. Lo studio entrò in una fase di paralisi, e il successivo cambio di dirigenza nel 2020 – insieme alla collaborazione con Studio Khara, uno dei principali creditori – rivelò un quadro ancora più grave fatto di debiti, mancati pagamenti e perfino cessioni illegali di proprietà intellettuali.

Eppure Gainax resta un nome scolpito nella storia dell’animazione. Nato nel 1984 grazie a un gruppo di giovani creativi come Anno, Yamaga, Takeda e Yoshiyuki Sadamoto, divenne rapidamente uno dei punti di riferimento del settore. Da esso sono nati titoli iconici come “Neon Genesis Evangelion”, “Nadia – Il mistero della pietra azzurra”, “Le situazioni di Lui & Lei” e “Sfondamento dei cieli Gurren Lagann”, opere che hanno definito generazioni di appassionati.

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