L’annuncio di Daemons of the Shadow Realm ha riacceso subito un interrogativo inevitabile: quanto dialoga davvero con Fullmetal Alchemist? La tentazione di cercare legami è forte, ma il punto di partenza è semplice: siamo davanti a un’opera che nasce dalla stessa mano, non dallo stesso universo narrativo.
Nonostante lo stile immediatamente riconoscibile di Hiromu Arakawa, qui tutto cambia. L’autrice abbandona Amestris, l’alchimia e le sue leggi ferree per costruire una mitologia autonoma, costruita su regole nuove e su un conflitto che non condivide alcun ponte con la saga degli Elric. I protagonisti di questa storia, Yuru e Asa, affrontano un mondo dove gli esseri umani si intrecciano con creature oscure chiamate Daemons, un contesto che non ha alcuna continuità con quello di Edward e Alphonse.
Eppure, pur nella distanza, riaffiorano elementi familiari: il peso dei legami di sangue, il costo del potere, le ferite che mettono alla prova i rapporti. Arakawa porta con sé la sua sensibilità nel raccontare fratelli che combattono contro forze più grandi di loro, mantenendo intatta la tensione emotiva che l’ha resa celebre.
Il vero salto è nell’atmosfera. Se il mondo di Fullmetal era modellato su un’Europa permeata di scienza, filosofia e guerre politiche, Daemons si immerge in un immaginario più folcloristico e cupo, fatto di ombre e spiriti, come una leggenda antica raccontata alla luce tremolante. Al posto del laboratorio e delle formule, qui domina un’aura da santuario, con suggestioni più vicine alle tradizioni orientali che a quelle occidentali.
Anche il tono imbocca una nuova strada. L’alternanza tra momenti comici e tragedie, tipica di Fullmetal, lascia spazio a un ritmo più dark, più costante nella tensione, con i Daemons come presenze inquietanti e scenari che sfiorano l’horror. Nonostante ciò, si ritrova la solita precisione nell’azione, la cura nei dettagli, la costruzione serrata delle scene emotive: una firma inconfondibile.
In definitiva, Daemons of the Shadow Realm non è un sequel nascosto né un’estensione del mondo degli Elric. È un tassello nuovo nella carriera dell’autrice, un viaggio che affonda le radici in un mondo diverso ma conserva lo stesso cuore narrativo che i fan di Arakawa conoscono bene.






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