Milo Manara ha ricevuto una laurea honoris causa in Media, Arti e Culture dall’Università degli Studi di Teramo, un riconoscimento che celebra il suo contributo nel campo del fumetto e dell’illustrazione come strumenti di comunicazione e la sua capacità di promuovere a livello internazionale la tradizione italiana del fumetto.
La cerimonia si è svolta il 3 dicembre nell’Aula Magna dell’ateneo, alla presenza di studenti, docenti e appassionati. Il rettore Christian Corsi ha evidenziato come il conferimento voglia sottolineare il valore culturale del fumetto, ritenuto un linguaggio degno di studio universitario e di analisi critica, e ha richiamato il tema della libertà intellettuale, elemento centrale nelle opere di Manara.
La direttrice del Dipartimento di Scienze della comunicazione, Paola Besutti, ha motivato il riconoscimento ricordando l’innovazione apportata da Manara nel campo della comunicazione visiva, la sua lunga attività pluridecennale e il ruolo fondamentale nella rappresentazione internazionale della tradizione fumettistica italiana.
Questo conferimento inserisce Manara in una cerchia ristretta di fumettisti italiani insigniti di lauree honoris causa. Tra gli altri, Giovan Battista Carpi ricevette nel 1997 una laurea in Scienze dell’Educazione dall’Università di Bologna per il lavoro didattico con l’Accademia Disney, mentre a Sergio Bonelli fu conferita nel 2005 dalla Sapienza di Roma una laurea in Scienze della Comunicazione.
La laudatio accademica è stata affidata a Stefano Traini, professore ordinario di Filosofia e teoria dei linguaggi, che ha ricordato le collaborazioni internazionali di Manara, il suo rapporto con cinema e letteratura, e il lavoro sulla rappresentazione del corpo e dell’immaginario erotico. Tra i progetti più recenti è stata menzionata anche la trasposizione a fumetti de Il nome della rosa di Umberto Eco, di cui è stato recentemente pubblicato il secondo e ultimo volume.
Manara si è detto “molto onorato e molto grato e anche molto imbarazzato”, definendo la laurea honoris causa come un punto di arrivo della sua carriera. Ha inoltre sottolineato l’importanza di questo riconoscimento per il fumetto, ritenuto sempre più un linguaggio culturale di rilievo.






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