La decisione di Zerocalcare di non prendere parte all’edizione 2025 di Più libri più liberi nasce da un contrasto profondo con la linea editoriale di Passaggio al Bosco, casa editrice invitata alla fiera. Secondo il fumettista, l’editore promuoverebbe un catalogo che non solo recupera figure del passato nazifascista, ma le rilancia in un’ottica attuale. Tra i titoli proposti compaiono Decima Flottiglia Mas, Il razzismo contro i bianchi e Fascismi sconosciuti, oltre alle opere di Benito Mussolini e Léon Degrelle, legato al neonazismo e ai movimenti dell’estrema destra europea.

Il fumettista aveva già manifestato pubblicamente la sua contrarietà firmando un appello insieme a circa ottanta autori, tra cui Anna Foa, Alessandro Barbero, Antonio Scurati e Caparezza. L’iniziativa chiedeva all’Associazione Italiana Editori, responsabile della distribuzione degli stand in fiera, di fare chiarezza sulla partecipazione della casa editrice. Sui propri profili social, Zerocalcare ha poi annunciato la sua rinuncia spiegando che “purtroppo ognuno c’ha i suoi paletti, questo è il mio”, riconoscendo che una scelta che un tempo appariva semplice oggi si presenta come “una specie di campo minato”.

Pur rispettando le decisioni diverse prese da colleghi e amici — “sono sicuro che sapranno far sentire le loro voci e faccio il tifo per loro” — Zerocalcare distingue nettamente tra la libertà di pubblicazione e ciò che ritiene un vero progetto ideologico. Secondo lui, Passaggio al Bosco non si limita a offrire testi storici, ma porta avanti “un’operazione politica militante di alto livello”, ponendo sullo stesso piano contenuti antifascisti e fascisti, come se fossero semplici opinioni equivalenti. “È come aprire un catalogo e dire ‘qua ci stanno i fascisti, qua gli antifascisti’ e accettare che una vale l’altra”.

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