Nel 2025 James Smart, firma culturale del Guardian, ha scelto dodici fumetti che raccontano un anno sorprendentemente ricco e sfaccettato per il graphic storytelling britannico. La sua selezione attraversa autobiografia, reportage, sperimentazione visiva e immaginari mitici, mostrando quanto il fumetto sappia reinventarsi.

Apre la lista Do Admit! The Mitford Sisters and Me di Mimi Pond, un viaggio tra memoria, aristocrazia e ideologie del Novecento. La fascinazione giovanile dell’autrice per le sorelle Mitford diventa il punto di partenza per un racconto che intreccia storia europea e autobiografia, con un tono ironico e documentato.

In Photographic Memory, Bill Griffith esplora l’eredità del bisnonno fotografo, raccontando la costruzione visiva del mito del West tra guerre, schiavitù e sterminio dei nativi. È un libro che riflette sulla potenza dell’immagine e sulla durezza del lavoro fotografico ottocentesco.

Gareth Brookes, con The Compleat Angler, reinterpreta il manuale seicentesco di Walton trasformandolo in un’opera ibrida fatta di incisioni e tavole sperimentali: una meditazione sul rapporto tra uomo e natura, sospesa fra contemplazione e violenza.

Alison Bechdel torna all’autonarrazione con Spent, un racconto sugli anni che avanzano, sull’attivismo, sulla borghesia progressista e sulla vita affettiva, filtrato dal suo inconfondibile sarcasmo.

Con The Once and Future Riot, Joe Sacco riporta al centro il reportage, indagando le rivolte interreligiose del nord dell’India attraverso testimonianze dirette e una ricostruzione politica minuziosa.

Craig Thompson, in Ginseng Roots, parte dalla coltivazione del ginseng nel Wisconsin per intrecciare economia globale, memoria familiare e miti asiatici, in un percorso che attraversa continenti e conflitti.

L’esordio di Kayla E, Precious Rubbish, colpisce per il contrasto tra la durezza del racconto d’infanzia – fatto di abusi e dipendenze – e l’uso di tavole ispirate a giochi da tavolo e pubblicità retro.

In Cannon, Lee Lai costruisce un racconto intimo ambientato in una Montréal soffocata dalla calura: lavoro precario, relazioni fragili e silenzi compongono il ritratto di una giovane donna alle prese con responsabilità familiari.

Dry Cleaned di Joris Mertens gioca tutto sulle atmosfere: pioggia incessante, neon notturni e una borsa piena di soldi trovata per caso creano un noir lento e teso.

Anders Nilsen, con Tongues I, intreccia mitologia e avventura in un universo popolato da dei, animali parlanti e città immaginarie, raccontato attraverso tavole imponenti e una costruzione narrativa ambiziosa.

Chris Harnan firma con Big Pool una meditazione visiva quasi muta sul ciclo di ascesa e rovina delle civiltà, alternando colori accesi e forme astratte.

Chiude la selezione The Witch’s Egg di Donya Todd: una fiaba oscura tra streghe, angeli e metamorfosi che parla di maternità, minaccia e protezione in un mondo arcano e inquieto.

Lascia un commento

In voga