Nel silenzio delle acque profonde del Giappone è comparsa una creatura dal nome sorprendente: Vanderhorstia supersaiyan, un pesce che porta nella biologia marina un omaggio diretto al mito di Goku. La scelta non è un capriccio nerd, ma il risultato di una scoperta avvenuta a circa 210 metri di profondità vicino all’isola di Ishigaki-jima, in un tratto di mare ancora poco esplorato, dove ogni immersione può rivelare specie mai viste prima.

Il piccolo gobide, lungo appena 77 millimetri, ha attirato l’attenzione dei ricercatori per una caratteristica tanto evidente quanto evocativa: una serie di strisce gialle che attraversano le pinne con un’intensità luminosa insolita. A queste si aggiungono minuscoli punti dorati distribuiti sul corpo e sulla testa, segnature cromatiche che lo distinguono con precisione dalle specie simili analizzate in laboratorio. Il suo corpo quasi trasparente amplifica il contrasto, facendo risaltare le note brillanti come una sorta di “aura” naturale.

La scelta del nome, ispirata alla trasformazione del Super Saiyan, non è solo un vezzo culturale. È il segno di quanto l’immaginario degli anime sia entrato a far parte del vocabolario quotidiano di molti scienziati, spesso cresciuti con opere come Dragon Ball. E mentre in Dragon Ball Super: Super Hero una formica “super saiyan” era solo una gag, qui la fantasia trova un riscontro nel mondo reale.

Non è nemmeno un caso isolato. Recentemente, un gruppo di ricercatori cileni ha battezzato una specie estinta di squalo con il nome Pochitaserra patriciacanalae, ispirato al personaggio Pochita di Chainsaw Man. In quel caso si trattava di un animale del passato, conosciuto solo grazie ai fossili; il Vanderhorstia supersaiyan, invece, vive e nuota oggi nei mari giapponesi, unendo scienza e cultura pop in un modo che fino a qualche anno fa sarebbe sembrato impensabile.

Questi nomi, nati dall’incontro fra rigore accademico e passione otaku, dimostrano che il linguaggio della biologia moderna può essere sorprendentemente creativo. E soprattutto efficace: un termine evocativo resta impresso molto più facilmente di una sigla tecnica, trasformando la classificazione delle specie in un ponte inatteso fra mondi apparentemente lontani.

Lascia un commento

In voga