Come tutti i giochi appartenenti al genere degli extraction shooter, ARC Raiders si basa sul rischiare per ottenere ricompense. Restare tanto tempo in mappa per esplorarla, puntare alle zone con valore più alto di loot o affrontare altri giocatori sono tutti modi per riempirsi lo zaino di oggetti, componenti e armi di alto livello. Un meccanismo accettato da tutti coloro che amano questo genere di prodotti, ma se qualcuno tenta di fare il furbetto, il “contratto sociale” si rompe.

In ogni mappa di ARC Raiders ci sono stanze chiuse a chiave. Sono poche e le keycard per sbloccarle sono molto rare. Al loro interno, però, si trovano bottini di grande valore, una preda ambita per tutti gli esploratori di Calabretta Sud. Da sottolineare che, una volta aperte, esse sono sbloccate per tutti gli utenti presenti nella stessa sessione di gioco. Ma perché questo dettaglio è importante?

Alcuni tra i giocatori più furbi hanno trovato dei modi per aggirare le porte bloccate o il dover cercare le chiavi magnetiche, sfruttando glitch per passare attraverso i muri, calandosi dall’alto o entrando da finestre rotte. Questo comportamento non solo assicurava ai “baroni” il bottino prezioso, ma portava anche i player onesti a sprecare chiavi per accedere a zone ormai completamente saccheggiate.

Dopo le accese proteste da parte della community, Embark è corsa ai riparti con un metodo fantasioso, inserito nell’ultima patch del gioco: nelle stanze chiuse vi è un costante monitoraggio mentre l’ingresso è bloccato e, se un giocatore entra in modo disonesto, viene immediatamente incenerito senza possibilità di sopravvivenza. “A very hot fix”, come definito dal team di sviluppo, che ha riportato un po’ di onesto grinding da Stella Montis alla Città Sepolta.

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