La società 9e Art+, responsabile del Festival International de la Bande Dessinée d’Angoulême, ha annunciato agli editori la sospensione a tempo indeterminato della preparazione dell’edizione 2026. L’informazione è trapelata il 27 novembre tramite una email inviata direttamente agli operatori del settore. Sebbene non si parli formalmente di cancellazione, il contenuto del messaggio suggerisce che il festival, previsto tra il 29 gennaio e il 1° febbraio, difficilmente potrà avere luogo.
Nel comunicato, firmato dalla direttrice commerciale Noémie de La Soujeole e diffuso da Le Monde, si legge che “la produzione dell’edizione 2026 è momentaneamente sospesa” e che ulteriori aggiornamenti seguiranno a breve. Secondo Libération, che già nelle scorse settimane aveva ipotizzato l’annullamento, la sospensione equivale di fatto a una cancellazione.
La decisione giunge a pochi giorni dall’annuncio dei principali partner pubblici – enti locali, regionali e nazionali – di interrompere i finanziamenti per il 2026, suggerendo di non procedere con l’organizzazione. I contributi pubblici coprono circa la metà del budget complessivo della manifestazione.
Nei giorni successivi era intervenuta anche la ministra della Cultura, Rachida Dati, proponendo un contributo straordinario di 200.000 euro a fronte di cambiamenti nella gestione di 9e Art+. Tuttavia, alla luce del boicottaggio già avviato da gran parte del settore, l’ipotesi è apparsa subito di difficile applicazione.
Solo pochi giorni prima, il 19 novembre, 9e Art+ aveva comunicato che il festival si sarebbe svolto, citando trattative in corso con i vari soggetti coinvolti. La sospensione attuale indica che tali negoziazioni non hanno prodotto risultati concreti.
Al momento non sono arrivati commenti da Franck Bondoux, proprietario di 9e Art+, né da Delphine Groux, presidente dell’associazione FIBD. Si segnala però che il 24 novembre le autorità cittadine, regionali e dipartimentali hanno richiesto a Bondoux la presentazione entro il 1° dicembre di un piano dettagliato per gestire il periodo del festival, vista la scarsa partecipazione degli autori, il ritiro degli editori e la cancellazione di molte mostre. L’assenza di risposta potrebbe comportare problemi su autorizzazioni e contributi.
La sospensione si inserisce in una crisi che dura mesi. A gennaio, un’inchiesta dell’Humanité aveva evidenziato gravi accuse contro 9e Art+, tra cui un clima lavorativo tossico, irregolarità amministrative e il licenziamento di una dipendente dopo una presunta violenza sessuale durante l’edizione 2024. La situazione è peggiorata l’8 novembre, quando FIBD ha confermato 9e Art+ alla guida del festival fino al 2036, scatenando il boicottaggio di autori, editori e operatori.






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