Il debutto dei primi quattro episodi della quinta stagione di Stranger Things ha generato un afflusso di pubblico tale da produrre un anomalo aumento di segnalazioni di disservizio su Netflix. L’ondata di accessi, concentrata al momento del rilascio, ha anticipato uno dei picchi di traffico più intensi registrati dalla piattaforma negli ultimi mesi.
Poco prima delle 20.00 della East Coast, quando i nuovi episodi sono stati resi disponibili, l’indice di Downdetector ha mostrato quasi 14.000 segnalazioni in pochi minuti. In Italia, complice la pubblicazione notturna, il fenomeno è apparso più contenuto ma comunque rilevante. Il codice d’errore maggiormente riportato è stato l’NSEZ-403, associato all’impossibilità di stabilire la connessione con il proprio account, con la conseguente comparsa di messaggi generici sui dispositivi.
La molteplicità di commenti diffusi sui social ha riprodotto dinamiche simili a quelle osservate durante grandi eventi in streaming, con utenti impossibilitati ad accedere alla libreria dei contenuti. Nonostante il disagio, la piattaforma ha indicato che il servizio è tornato operativo in circa cinque minuti, un intervallo minimo ma sufficiente a generare diffuso malcontento tra chi aveva pianificato la serata.
Nei giorni precedenti al rilascio, gli showrunner avevano segnalato un incremento del 30% della capacità di banda predisposto da Netflix per sostenere l’impatto della premiere. Tale rafforzamento non è risultato comunque sufficiente a evitare un breve sovraccarico, determinato dall’elevata richiesta di accesso alla serie ambientata a Hawkins.
L’attesa per questa stagione conclusiva, che porterà nuovamente la banda a confrontarsi con Vecna, rimane altissima. La piattaforma ha scelto una distribuzione scaglionata: quattro episodi disponibili ora, altri tre previsti per il 25 dicembre e il finale fissato al 31 dicembre, una strategia volta a mantenere costante l’interesse del pubblico.






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