Mentre Elio continua il suo percorso nelle sale, la Pixar prepara il terreno per un ritorno all’originalità. Prima che l’inevitabile curiosità del pubblico si concentri su Toy Story 5, atteso per l’estate del 2026, lo studio proverà a convincere gli spettatori a dare spazio a una storia nuova di zecca: Hoppers, in arrivo a marzo 2026. La Disney ha diffuso il primo teaser del film, firmato da Daniel Chong, il creatore dell’amatissima serie We Bare Bears – Siamo solo orsi, che qui passa alla regia di un lungometraggio animato Pixar.
Il progetto nasce come una commedia fantascientifica con una spiccata sensibilità animalista e un tono giocoso che, fin dalle prime immagini, sembra divertisti a strizzare l’occhio a Avatar, citandolo apertamente. La protagonista è Mabel, una ragazza che testa su se stessa un sofisticato avatar robotico dalle sembianze di castoro. L’esperimento funziona oltre ogni aspettativa: nelle vesti della creatura meccanica, Mabel non solo riesce a confondersi tra gli animali, ma può addirittura comunicare con loro come se fosse una di loro.
Questa immersione totale nel mondo selvatico la porta a scoprire dinamiche e abitudini che nessun essere umano avrebbe mai potuto osservare da così vicino. Ma, come suggerisce il teaser, la ragazza si ritroverà presto combattuta: quanto può un essere umano intervenire in un ecosistema senza alterarlo? Una delle sequenze mostrate nel trailer la vede tentare goffamente di salvare la vita a un castoro ignaro del pericolo, creando una situazione buffa ma rivelatrice del tema centrale del film: il confine fragile tra empatia e interferenza.
Hoppers arriva in un momento complesso per la Pixar. Il direttore creativo Pete Docter ha ribadito più volte che lo studio non può contare soltanto sui sequel per restare rilevante, ma i numeri non sono sempre incoraggianti. Dopo un investimento vicino ai 200 milioni di dollari, Elio ha raccolto al botteghino poco più di 119 milioni a livello globale, un risultato modesto se confrontato con i successi titanici come Inside Out 2, che l’anno scorso ha sfiorato un incasso mondiale di 1,7 miliardi.
È comprensibile che un titolo originale come Hoppers non abbia immediatamente la forza di attrazione di un franchise storico. Eppure, progetti come questo ricordano quanto Hollywood sappia ancora proporre idee inedite, anche quando sembra dominata da saghe senza fine.






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