L’arrivo di Elena Mistrello al festival BD Colomiers si è trasformato in un episodio inatteso. La fumettista italiana, attesa in Francia per presentare l’edizione francese di Sindrome Italia pubblicata da PresqueLune, è stata infatti respinta all’aeroporto di Tolosa il 21 novembre e rimandata in Italia. Secondo quanto riportato nel verbale consegnatole sul volo di ritorno, su di lei graverebbe una misura che la considera “grave minaccia per l’ordine pubblico”.
Mistrello racconta che, appena scesa dall’aereo proveniente da Francoforte, tre agenti della Police nationale l’hanno fermata informandola dell’interdizione all’ingresso. Gli agenti, dice, non erano in grado di spiegare l’origine del provvedimento: “risulta una segnalazione del Ministero degli Interni relativa alla mia pericolosità”. Né l’invito ufficiale al festival né le spiegazioni sulla natura lavorativa del viaggio hanno modificato la decisione, descritta dall’autrice come “irremovibile”.
Il rifiuto d’ingresso arriva proprio mentre Mistrello avrebbe dovuto partecipare a incontri con il pubblico dedicati a Sindrome Italia, graphic novel realizzata con Tiziana Francesca Vaccaro e premiata a Comicon Napoli 2022 come miglior opera prima, incentrata sulle condizioni delle lavoratrici migranti dell’Est Europa impiegate come assistenti familiari in Italia.
L’autrice afferma di non sapere quali fatti abbiano portato al provvedimento, ma ipotizza un legame con la sua presenza alle iniziative parigine del 2023 per il decennale dell’omicidio di Clément Méric, giovane antifascista ucciso nel 2013. “Qualcosa quindi ancora mi sfugge”, osserva, annunciando l’intenzione di rivolgersi a un avvocato.
Mistrello inserisce la vicenda in un contesto più ampio, parlando di un clima in cui anche un attivismo politico blando può diventare motivo di profilazione da parte dello Stato. L’episodio, sottolinea, solleva interrogativi su come vengano applicate le misure di sicurezza e sul crescente “arbitrio delle polizie”, che a suo avviso rischierebbe di trasformare il controllo delle frontiere in un sistema fondato non sui fatti, ma su opinioni e frequentazioni.






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